Micene

Definizione

Mark Cartwright
da , tradotto da Margherita Coughlan
pubblicato il 02 settembre 2009
Disponibile in altre lingue: Inglese, Francese, Spagnolo
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Lions Gate Detail (Mycenae) (by Jan van der Crabben (Photographer), Copyright)
Dettaglio della Porta dei Leoni (Micene)
Jan van der Crabben (Photographer) (Copyright)

Micene era una città fortificata risalente alla tarda Età del Bronzo, situata tra due colline nella pianura dell'Argolide, in Peloponneso, in Grecia. L'attuale acropoli risale a un periodo compreso tra il quattordicesimo e il tredicesimo secolo a.C., quando la civiltà micenea giunse al culmine della sua potenza, influenza ed espressione artistica. I siti archeologici di Micene e della vicina Tirinto sono annoverate dall'UNESCO tra i patrimoni mondiali dell'umanità.

Nella mitologia

Nella mitologia greca, la città fu fondata da Perseo, che la chiamò Micene dopo che il fodero della sua spada (mykēs) cadde a terra e fu interpretato come un segnale di buon auspicio. Un'altra versione vuole il nome dovuto al fatto che Perseo trovò una fonte d'acqua nei pressi di un fungo (mykēs). Perseo fu il primo re della dinastia Perseide, che terminò con Euriteo (l'artefice delle Dodici fatiche di Eracle). La dinastia successiva fu quella degli Atreidi, il regno del cui capostipite, Atreo, era tradizionalmente assegnato verso il 1250 a.C. Il figlio di Atreo, Agamennone, è ritenuto non solo re di Micene, ma di tutti i Greci achei dell'Età del Bronzo, nonché capo della loro spedizione a Troia nel tentativo di riprendere Elena. Nella descrizione della guerra di Troia nell'Iliade di Omero, Micene è descritta come "una rocca dalle solide fondamenta", "dalle strade ampie" e come "Micene dorata". Quest'ultima definizione è confermata dal ritrovamento di oltre quindici chilogrammi di oggetti in oro dagli scavi nelle tombe a fossa sull'acropoli.

Quadro storico

Situata su una collina rocciosa (alta tra i quaranta e i cinquanta metri) che domina la pianura circostante fino alla costa (distante circa quindici chilometri) il sito della città di Micene si estende su un'area di circa 30000 metri quadrati ed era noto già in epoca antica, sebbene la sorprendente mancanza di riferimenti letterari sembri implicare che fosse, almeno in parte, sotterrato. I primi scavi furono condotti dalla Società Archeologica di Atene a partire dal 1841 e poi proseguiti dal celebre H. Schliemann nel 1876, che rinvenne i grandiosi tesori del circolo di tombe A. Gli scavi archeologici hanno dimostrato che la città ha una storia molto più antica di quanto descritto dalla tradizione letteraria greca.

Artist's Impression of Mycenaean Warriors
Ricostruzione artistica di guerrieri micenei
Amplitude Studios (Copyright)

Il figlio di Atreo, Agamennone, è ritenuto non solo re di Micene, ma di tutti i Greci achei dell'Età del Bronzo, nonché capo della loro spedizione a Troia.

La città era infatti abitata fin dall'epoca neolitica: verso il 2100 a.C. compaiono le prime mura, ritrovamenti vascolari (tra cui alcuni artefatti d'importazione cicladica) e tombe a fossa con corredi funerari di una certa importanza. Tutte queste caratteristiche indicano una maggior importanza e prosperità del sito e il ruolo di Micene come una città importante nell'ambito di un'antica civilizzazione greca.

A partire dal 1600 a.C. si trovano tracce di presenza aristocratica nell'acropoli: vasellame di alta qualità, dipinti murari, tombe a fossa e un aumento del numero di abitazioni nell'area circostante con la costruzione di tombe a tholos. Dal quattordicesimo secolo e in epoca micenea viene eretto il primo complesso palaziale su ampia scala (su tre terrazzamenti artificiali), così come anche la famosa tomba a tholos, la camera del tesoro di Atreo, un enorme monumento di forma circolare con arco a mensola che raggiunge un'altezza di 13.5 metri e di 14.6. metri di diametro, preceduto da un lungo corridoio scoperto ma fortificato, lungo trentasei metri e largo sei.

Diversi elementi indicano come questa civiltà avesse raggiunto il suo massimo splendore in quest'epoca, a partire dalle mura fortificate, costruite con grandi blocchi di pietra grezza attorno all'acropoli (il cui muro settentrionale è ancora visibile al giorno d'oggi), strutture di controllo delle alluvioni come dighe, strade, tavolette con incisioni in lineare B e un aumento dell'importazione vascolare (che combacia con l'ipotesi di un'espansione micenea sull'Egeo).

Lion's Gate at Mycenae
La Porta dei Leoni di Micene
Andreas Trepte, www.photo-natur.de (CC BY-SA)

Architettura

L'ampia struttura nel palazzo che circonda l'aula centrale, o megaron, è tipica dei palazzi micenei. Altre caratteristiche includono un'aula minore, diverse stanze private e un'area per le officine. Contribuivano alla maginificenza del complesso sculture decorative e affreschi, cinte murarie della città e un ingresso monumentale, la Porta dei Leoni (una porta a forma quadrata di tre metri per tre con un'architrave pesante diciotto tonnellate che sorregge due leoni araldici alti tre metri e un altare colonnato). La relazione tra il palazzo e l'area circostante, così come quella tra Micene e le altre città del Peloponneso, è oggetto di dibattito tra gli studiosi. Mancano delle testimonianze archeologiche concrete ma è probabile che il palazzo fosse un centro di potere politico, religioso e commerciale.

Sicuramente, l'ipotesi che il palazzo fosse perlomeno il centro di una prospera rete commerciale è rafforzata da svariati fattori quali beni funerari di grande valore, tavolette con iscrizioni a carattere amministrativo, importazioni vascolari e la presenza di depositi di materiali preziosi quali bronzo, oro e avorio.

Il primo palazzo fu distrutto nel tardo tredicesimo secolo, verosimilmente a seguito di un terremoto, a cui seguì un tentativo di ricostruzione. All'acropoli furono aggiunte una scalinata monumentale, la porta settentrionale e una rampa d'accesso, mentre le mura furono estese per inglobare la fonte Perseia all'interno delle fortificazioni. La fonte, il cui nome deriva da quello del mitico fondatore della città, si raggiungeva tramite un impressionante corridoio a mensola (syrinx) con ottantasei gradini che scendevano per diciotto metri fino all'accesso alla sorgente d'acqua.

Alcuni studiosi sostengono che queste aggiunte architettoniche siano segno di rinnovata preoccupazione per la difesa contro una possibile nuova invasione. Questo secondo palazzo venne a sua volta distrutto, in questo caso sono state rinvenute delle tracce d'incendio. Ci fu un tentativo di ricostruzione e i ritrovamenti vascolari indicano il ritorno a un certo livello di agiatezza prima che un altro incendio ponesse fine al prolungato periodo di insediamento sul sito, fino a un breve recupero in epoca ellenistica.

Con il declino di Micene, Argo divenne la principale potenza della regione. I motivi del declino di Micene a partire dal dodicesimo secolo, e della civiltà micenea più in generale, sono oggetto di ampia discussione tra cui vengono addotti disastri naturali, sovrappopolazione, tensioni sociali e politiche interne, oltre che possibili invasioni da parte di tribù straniere.

Death Mask of Agamemnon
Maschera funebre di Agamennone
Xuan Che (CC BY)

Reperti

Tra gli oggetti più celebri provenienti da Micene, uno dei grandi siti archeologici della Grecia, ci sono cinque splendide maschere funerarie in oro lavorato (di cui una fu famosamente ed erroneamente attribuita ad Agamennone da Schliemann), diademi d'oro, anelli intagliati, tazze in terracotta e un rhyton a forma di testa di leone. Altre testimonianze della ricchezza e dell'alto livello raggiunto dagli artigiani della "Micene dorata" includono un magnifico rhyton a forma di testa di toro in bronzo e oro, grandi spade e pugnali bronzei con ricche scene cesellate sulle lame, sculture in avorio e frammenti d'affreschi.

Bibliografia

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Info traduttore

Margherita Coughlan
Sono una studentessa di lettere classiche che nel corso dei suoi studi ha attraversato mezza Europa (Scozia, Italia e Germania). Voglio mettere le mie competenze linguistiche a disposizione di World History, che mi è spesso stato d'aiuto negli studi!

Info autore

Mark Cartwright
Mark è ricercatore, storico e scrittore. Formatosi in filosofia politica, si interessa di arte, architettura e di storia globale delle idee. È direttore editoriale della World History Encyclopedia.

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Cartwright, M. (2009, settembre 02). Micene [Mycenae]. (M. Coughlan, Traduttore). World History Encyclopedia. Estratto da https://www.worldhistory.org/trans/it/1-160/micene/

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Cartwright, Mark. "Micene." Tradotto da Margherita Coughlan. World History Encyclopedia. Modificato il settembre 02, 2009. https://www.worldhistory.org/trans/it/1-160/micene/.

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Cartwright, Mark. "Micene." Tradotto da Margherita Coughlan. World History Encyclopedia. World History Encyclopedia, 02 set 2009. Web. 31 mar 2025.